Malloreddus alla Campidanese

maggio 15, 2012

I malloreddus, conosciuti anche come gnocchetti sardi, sono una varietà di pasta tipica della cucina sarda. Si preparano con un impasto a base di semola e acqua, in alcune varianti è prevista l'aggiunta di zafferano. Si creano dei cilindri di pasta arrotolata, quindi si tagliano a cubetti e si rigano premendoli su un setaccio o su una base in legno.

Si possono condire con svariati sughi ma i malloreddus alla campidanese sono il piatto più classico della cucina sarda, preparato ancora oggi in tutte le occasioni più importanti, dalle sagre paesane ai matrimoni.
Tempo di preparazione: 
2 ore
Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta:
g 400 di semola
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 bustina di zafferano (facoltativa)
acqua tiepida e sale
Per il condimento:
g 150 di salsiccia
g 400 di pomodori pelati
5 foglie di basilico
1/2 cipolla
1/2 bicchiere di olio d'oliva
1 bustina di zafferano
pecorino grattugiato

Procedimento:
Su una spianatoia setacciate la semola a fontana, fate un incavo al centro e unite l'olio, 2 pizzichi di sale e lo zafferano diluito in un mestolino d'acqua, impastate il tutto aggiungendo poca acqua alla volta fino ad ottenere un impasto omogeneo e piuttosto sodo.
Create tanti bastoncini grossi come una matita ed arrotolali avanti e indietro, tagliateli a tocchetti di 1 o 2 centimetri e schiacciateli con il pollice, premendoli su un setaccio o su una grattugia, con un movimento rotatorio fate arrotolare ogni tocchetto su se stesso; man mano che saranno pronti adagiateli su una tovaglia senza sovrapporli.
Preparate il sugo facendo imbiondire nell'olio la cipolla tritata, quindi unite la salsiccia spellata e sbriciolata e fatela rosolare finché non risulterà asciutta, versate i pomodori, portate a cottura e fate cuocere il sugo a fuoco lento per 1 ora circa, finché si sarà quasi totalmente addensato, 10 minuti prima di toglierlo dal fuoco aggiungete lo zafferano diluito in poca acqua calda.
Lessate in abbondante acqua leggermente salata i melloreddus, scolateli al dente e versali direttamente nel sugo, aggiungete le foglie di basilico spezzettate, abbondante pecorino grattugiato, rimescolate bene il tutto e servite in tavola.
Curiosità
Il nome di questa pasta deriva da malloreddu, che in sardo significa vitellino, per la sua forma allungata e panciuta, ma in altre zone della Sardegna assume denominazioni diverse: ciciones, macarones caidos, macarones de punzu o cravaos.

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